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La fede sulle vette

Autore: Roda, Anna  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
sabato 7 luglio 2012

L’oratorio di San Lucio
L’oratorio montano di San Lucio, nominato per la prima volta nei documenti nel 1358, è posto sul confine tra Italia e Svizzera, tra la Val Cavargna e la Val Colla, a 1500 metri d’altitudine (Immagine 1); il sacro edificio, risalente al XIII, XIV secolo, almeno nella parte più antica, è dedicato a questo santo poco noto, ma fino al 1613 conosciuto come San Luguzzone, S. Uguzzo, Sant’Uguccione. (Immagine 2)

Nella sua struttura ricorda le costruzioni sorte sui valichi alpini per l’assistenza ai viandanti, poi trasformate in ospizio come al San Gottardo, al gran San Bernardo, al Sempione. La sua dimensione, la presenza di un portico per accogliere e riparare i viandanti, la tipologia architettonica, i materiali utilizzati riportano ai tempi in cui le comunicazioni avvenivano lungo semplici mulattiere. (Immagine 3)

Chi era san Lucio?

La vita di san Lucio si colloca tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo e terminò, ma gli antichi documenti così raccontano “Essendo il pastore (Lucio) al servizio di un padrone avaro e dando il suo ai poveri, fu dal padrone cacciato. Messosi al servizio di altro, avvenne che quest’ultimo vide rapidamente moltiplicarsi i suoi greggi e prodotti, mentre il primo andava in miseria. Questi, spinto dall’invidia e dall’odio uccise il servo di Dio”.

San Lucio è un santo popolare, perché non proclamato ufficialmente santo, ma nonostante ciò aveva ricevuto fama ed importanza anche dalla visita pastorale di San Carlo Borromeo nel luglio 1582, fermatosi in preghiera all’oratorio alpestre per quasi una giornata e scendendo poi di notte verso Sonvico per andare in visita il giorno seguente alla Pieve di Capriasca.

Ancora ai giorni nostri la gente ricorda san Lucio, presso il piccolo santuario montano, due volte l’anno: al 12 luglio, ricorrenza dell’onomastico e, secondo la tradizione, giorno del martirio, con la celebrazione della messa nell’ambito di una cerimonia di devozione e di preghiera e al 16 agosto, festa di San Rocco, con la celebrazione della messa al mattino, nel contesto di una sagra popolare, con cibi, bevande e musiche in allegra compagnia. (Immagine 4/5)

L’oratorio

Dopo gli ultimi restauri (1983-2000) relativi sia alle strutture architettoniche che alla decorazione pittorica, sono stati recuperati alcuni antichi affreschi murali (Immagine 6). Le volte della prima campata (presso la porta d’ingresso principale) sono dedicate ad episodi della Vita di San Lucio datati al XVI secolo, con al centro un Padre Eterno benedicente che regge il globo nella sinistra. La vela est presenta San Lucio che distribuisce formaggio ai poveri in ginocchio ai suoi fianchi (Immagine 7) e nella parte in basso della vela in piccolo è raffigurata una persona inseguita da un orso, nell’atto di rivolgersi al Santo protettore che lo salva e al quale riconoscente offre il dipinto, quale ex voto. La vela sud presenta l’incontro di San Lucio con un povero vecchio, in un ampio contesto paesaggistico, con mucche al pascolo e case di paese. La vela nord attualmente presenta solo un crocifisso, il resto del dipinto è scomparso. La vela ovest presenta San Lucio al centro nella tipica posizione dell’orante con le braccia alzate al cielo, fra due santi martiri (Immagine 8) in vesti di diacono, a sinistra San Lorenzo (patrono di Cavargna), a destra Santo Stefano, o San Vincenzo, un martire tra i martiri.
La decorazione continua anche nei sottarchi con la presenza , entro clipei, dei profeti Samuele, Aronne e Zaccaria e altri santi e sacre figurazioni. (Immagine 9/10)
I restauri hanno consentito di recuperare una significativa testimonianza di fede e di devozione, permettendo la salvaguardia di un sacro edificio nella sua peculiarità di antica chiesetta montana, periferica e isolata.
Di spicco anche una statua lignea raffigurante San Lucio, ritenuta del XVIII secolo, ma che presentando stilemi quattrocenteschi potrebbe essere la riproposizione di una statua più antica e una statua lignea raffigurante San Rocco con il cane Reste, del XVIII secolo, già presso l’oratorio montano sono ora esposte presso il Museo della Valle a Cavargna.
L'oratorio di San Lucio – Immagini

Immagine 1

Immagine 2

Immagine 3

Immagine 4

Immagine 5

Immagine 6

Immagine 7

Immagine 8

Immagine 9

Immagine 10
  



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