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Il paese sommerso. Fabbriche di Careggine

Autore: Roda, Anna  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
venerdì 1 giugno 2012

La valle del Serchio unisce e divide: di qua le Alpi Apuane, di là l’Appennino con la sua dorsale montuosa attraversata da antichi e secolari sentieri.
Tutto attorno boschi fittissimi di castagni, faggi, un tempo popolati di borghi medioevali murati. In una di queste valli secondarie scorre il torrente Edron, affluente di destra del Serchio, il quale, a seguito di uno sbarramento realizzato nel 1947 e della conseguente diga del 1948, ha provocato l’inabissamento di ben 92 m della parte bassa della vallata, nella quale sorgeva il trecentesco paesino di Fabbriche di Careggine. (Immagine 1)
Il borgo era stato edificato ed abitato da fabbri ferrai bresciani, immigranti ante-litteram del lontano XIV secolo, che avevano portato in quelle zone l’arte di cui maestri provetti. Il borgo fantasma e la sua lunga storia riappaiono in occasione dello svuotamento del bacino idrico per i normali lavori di pulizia e sistemazione. (Immagine 2)
Dopo la conquista Estense, a partire dal 1755 il centro, destinato a divenire uno dei maggiori fornitori di ferro dello stato, fu dotato di un mulino e godette di agevolazioni sul trasporto dei materiali. Risale a quel periodo la costruzione della Via Vandelli che, collegando Modena a Massa, attraversava il torrente Edron prima su una passerella in legno, poi su un ponte in muratura. Sul finire del Settecento, il Duca di Modena Francesco III, per favorire l'opera delle maestranze locali, concesse loro numerosi privilegi, tra i quali l'esenzione dal servizio militare. (Immagine 3/4)
Il declino di questa via coincise con la decadenza di Fabbriche, i cui residenti dovettero tornare a dedicarsi agli antichi mestieri di contadini e pastori per far fronte alla fame e alle carestie.
All'inizio del Novecento, l'economia del paese si risollevò, in seguito allo sfruttamento del marmo nelle vicinanze di Vagli tanto che, tra il 1906 e il 1907, venne costruita una piccola centrale idroelettrica sull'Edron per servire i bacini marmiferi.
Nel 1941, sotto il regime fascista, la società Selt-Valdarno (oggi Enel) decise di costruire un bacino idroelettrico sbarrando il corso del torrente Edron nel comune di Vagli Sotto. Tra il 1947 e il 1953 venne costruita una diga, alta 92 m e in grado di contenere 36.000 m3 di acqua, e fu gradualmente sommerso il villaggio medievale, che era composto da 31 case e contava appena 146 abitanti.. I residenti vennero trasferiti nelle nuove abitazioni di Vagli Sotto, costruito in modo da riproporre fedelmente l'impianto urbanistico del villaggio medievale evacuato. (Immagine 5)
Fino al XX secolo, in occasione dei lavori di manutenzione della diga, il lago veniva svuotato facendo riemergere l'antico borgo medievale, con le sue case in pietra, il cimitero, il ponte a tre arcate, la chiesa romanica di San Teodoro e il campanile in rovina. Tale evento si è verificato soltanto quattro volte: nel 1958, nel 1974, nel 1983, nel 1994.
Nel novembre del 2010 era previsto il completamento della realizzazione di un ponte tibetano in legno e acciaio, lungo 200 m, in corrispondenza dell'antico abitato, così che una cupola di vetro lo proteggesse in modo da renderlo visibile tutto l'anno. Al febbraio 2012, tale opera non è ancora stata realizzata.
L’opera architettonica più significativa è la chiesa di San Teodoro, (Immagine 6/7) costruita nel 1590 in stile romanico, insieme al campanile di pianta quadrata, presenta un'unica navata che termina con un'abside rettangolare, con intonaci affrescati.. Il soffitto era costituito da una volta a botte, sormontata da un tiburio ottagonale, raccordato con il corpo centrale da pennacchi sferici e coperto da una cupola ribassata. Anticamente la chiesa era sottomessa alla Pieve di Careggine e successivamente alla chiesa di Vagli Sotto.
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