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Il sapore del Medioevo
Autore: Roda, Anna
Fonte: CulturaCattolica.it
![]() martedì 7 novembre 2006 La cittadina di Bevagna Le prime notizie storiche su Bevagna (Figura 1), l’antica Mevania coincidono con la conquista romana dell’Umbria. Divenuta municipio nel 90 a.C., ascritta alla tribù Aemilia, si trovava sulla via Flaminia e quindi al centro della grande viabilità e dei commerci, motivo che ne determinò la floridezza.
La diffusione del cristianesimo, ben recepito da queste popolazioni, provocò molti martiri, tra cui san Vincenzo, primo vescovo e patrono della cittadina. Bevagna fece quindi parte del Ducato di Spoleto e successivamente, dal 774 dello Stato della Chiesa, anche se continuava a dipendere dall’Impero. Dopo il Mille si costituisce libero Comune retto da Consoli e vive alterne vicende nella soggezione a Chiesa e Impero, restando sostanzialmente fedele alla prima fino all’Unità d’Italia. L’aspetto odierno della cittadina, che conta circa 4000 abitanti, è il frutto dello sviluppo medioevale (Figura 2), infatti benché i Romani avessero impostato l’antica Mevania in modo tale che la via Flaminia fosse il decumano della cittadina, oggi il baricentro urbano è posto più a sud, nella bellissima Piazza Silvestri (Figura 3). La Piazza Silvestri La piazza si presenta proprio come un unicum di fantasia e capriccio: al centro la grande fontana (antico esemplare ricostruito), due chiese ed il palazzo pubblico, senza che un asse provochi una veduta organica, una precisa prospettiva, sì che, più che per un assieme dominato dallo sguardo, o come quando si è davanti ad un monumento isolato, ciò che qui prevale è l’atmosfera, cioè un quid ambientale di incontrastata suggestiva eloquenza, che è forse l’esito più significativo e meno caduco d’una temperie artistica. Il Palazzo dei Consoli (Figura 4), eretto nel 1270, si caratterizza per le bifore gotiche e per un’ampia loggia coperta da volte a crociera (dal 1886 ospita il teatro Torti). La chiesa di San Michele La Chiesa di San Michele venne eretta dall’architetto Binello tra il XII e il XIII secolo (Figura 5). Si caratterizza per la fronte orizzontale, con addossato l’alto campanile, di cui gli ultimi due piani sono di tarda ricostruzione. Nella facciata notiamo inoltre l’amplissimo rosone, riaperto nel corso del restauro, lo zoccolo pieno attorno al portale, le ininterrotte lesene, le trifore aperte in corrispondenza delle navate laterali. Il portale poi presenta decorazioni romane di recupero e una fascia decorativa cosmatesca. (Figura 6) L’interno (Figura 7), purtroppo molto manomesso nel corso dei secoli, è molto semplice, con presbiterio rialzato e ampia cripta sotterranea, costituita da un ambiente rettangolare absidato, suddiviso da sei colonnine isolate in dodici ambienti coperti a crociera. La chiesa di San Silvestro Anche la più piccola e meno appariscente chiesa di San Silvestro è dello stesso autore (Figura 8), insieme a Rodolfo, realizzata, come cita una lapide, nel 1195. La facciata si caratterizza per il bel portale, anche questo decorato con motivi antichi integrati con opere cosmatesche, e per le due bifore e la trifora che la movimentano. L’interno (Figura 9) acquista solennità scenografica per il presbiterio rialzato di ben 11 scalini, creando così una cripta sotterranea dai valori formali molto accentuati (Figura 10). Archivio
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