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Federica Pellegrini, ripensarsi dopo una sconfitta

Autore: Buggio, Nerella
Fonte: CulturaCattolica.it
mercoledì 1 agosto 2012

Arrivata quinta nei 200 mt a titoli cubitali si legge “disastro Pellegrini”, facile fare ironia sugli spot televisi girati o sulle sue battute sul sesso, che subito diventano proclami
È la prima donna italiana ad aver vinto una medaglia d'oro nel nuoto nei 200 mt stile libero, ai Giochi olimpici di Pechino nel 2008. Compirà 24 anni la prossima settimana e può andare orgogliosa dei quattro titoli mondiali nei 200 e 400 m stile libero. Dall'agosto 2011 è detentrice dei primati mondiali in vasca lunga dei 200 e 400 metri stile libero femminili. È l'unica nuotatrice italiana, ad avere battuto dei record del mondo nel nuoto in più di una specialità.

E’ Federica Pellegrini, sino a qualche giorno fa osannata da tutti coloro che attendevano di vederla sorridere sul podio, con una medaglia la collo con lo sguardo fiero e noi orgogliosi con lei.
Ora che è arrivata quinta nei 200 mt a titoli cubitali si legge “disastro Pellegrini”, facile fare ironia sugli spot televisi girati o sulle sue battute sul sesso, che subito diventano proclami.
Facile parlare stando seduti in poltrona a dribblare i tasti del telecomando, o da uno studio televisivo, dove si deve riempire il silenzio di parole.

E’ lo sport bellezza, è la vita.

Si vince e si perde, e spesso si impara più dalla sconfitta e dalla delusione che dalla vittoria. Non è retorica dire che l’importante è mettercela tutta, dare il meglio per raggiungere la meta e sapere che a volte il sentiero non lo tracciamo noi.
Sul suo sito un video amatoriale opera del papà di Federica, racconta di una bambina cresciuta in una famiglia unita, di un fratello che lei dice: “è parte di me” di un padre e di una madre, presenti e discreti. Non deve essere semplice essere un’atleta, essere una campionessa, una giovane donna, dicono che sia antipatica, può essere, ma vai a capire se chi lo dice la conosce, o se solo le invidia la giovinezza e la fama.

Ai vincitori si perdona tutto, tranne dimenticare in un attimo, ogni loro pregio e ogni loro vittoria, appena giunge la sconfitta.
Non è mai facile essere genitori e tanto meno di una ragazza che vive nell’acqua e sotto ai riflettori, che ha la spontaneità a volte malintesa e disastrosa dei giovani, che spesso han detto prima ancora di aver pensato a cosa dire.

In epoca dove ogni cosa finisce scritta sui muri dei social network, delusione, stima, rabbia e insulti son tutti disordinatamente in fila nel suo blog.
Lei scrive che non le fanno nessun effetto, noi non le crediamo, perché nessun cuore è impermeabile al dolore.

Non è facile vivere, mai.

Che si gareggi sotto i riflettori in una olimpiade o che si gareggi nella quotidianità, la vita è sempre fatta di traguardi a volte non raggiunti, di errori da scontare e di decisioni a cui ripensare.

E’ la vita, ed è una bellezza.

La bellezza del crescere e diventare donne, di imparare a dosare le forze e le parole, a scegliere le persone e gli amori.
Non è un caso se a fare da colonna sonora al video il papà di Federica ha scelto la canzone “Ti lascerò” cantata da Fausto Leali e Anna Oxa
“Ti lascerò andare ma indifesa come sei
farei di tutto per poterti trattenere
perché dovrai scontrarti con i sogni che si fanno
quando si vive intensamente la tua età.
Ti lascerò provare a dipingere i tuoi giorni
con i colori accesi dei tuoi anni
ti aiuterò a sconfiggere i dolori che verranno
perché saranno anche più grandi degli amori che ti avranno
e lascerò ai tuoi occhi tutta una vita da guardare
ma è la tua vita e non trattarla male…”


Non trattarla male Federica, è la tua vita, una cosa davvero grande!


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