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“Accanto a un uomo che soffre, c’è anche un uomo che ama”

Autore: Saro, Luisella  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it
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venerdì 27 luglio 2012

«Tutto è Provvidenza e benedizione di Dio. Anche se vi sono delle benedizioni che ci entrano in casa spaccandoci i vetri».
(Louis Veuillot)
Ho ricordato questa affermazione di Veuillot a una mia ex alunna la settimana scorsa.
Sta attraversando un periodo difficile, in cui sembra che tutto vada storto e non si sa spiegare perché. Non riesce a trovare ragioni in ciò che le accade, il cuore è una guerra e la vita pare un tunnel senza aria, senza fine.
Anche gli amici la evitano, mi ha detto. Si vergognano di lei.
E così mi è venuta a cercare, come la volta in cui, davanti al tabellone dei voti, finito l’esame di Stato, la prima telefonata, alla vista del “cento”, è stata per me, la sua prof.
Quel giorno ho inforcato la bici e sono corsa ad abbracciarla stretta. Abbiamo gioito insieme, davanti a quel risultato meritato e davanti a un caffè dal sapore speciale.
Davanti a un caffè - il bar era lo stesso, il sapore però no - la settimana scorsa, in lacrime, mi ha raccontato i suoi guai, la tristezza che le attanaglia il cuore, la preoccupazione per il futuro. Nelle sue parole, più dolorosa di tutte, la ferita di chi si sente solo.
In tutti e due questi incontri, pur diversissimi, non ho fatto un granché. C’ero. L’ho ascoltata. Le sono stata vicina.
Ho gioito con lei, la prima volta, e sabato ho caricato sulle spalle un po’ del suo dolore. E le ho ricordato Veuillot.
Nei rapporti di amicizia, nei legami che si costruiscono nel corso della vita e che, se sono veri, non vanno a corrente alternata: sono per sempre, accade una cosa strana. Gliel’ho detta, e lei che con i numeri è sempre andata fortissimo, per questo ha abbozzato un sorriso. Quel sorriso lieve, appena accennato, è diventato varco alla Speranza.
Quando si condividono le sofferenze, il peso diminuisce: lo si porta (e si sopporta) insieme. Il carico è più leggero. La condivisione della gioia moltiplica la gioia.
E’ quel che ci è accaduto a seguito del suo “cento” all’esame, e tutte le altre volte che abbiamo festeggiato.
Vedi? Anche l’aritmetica, le ho detto, non sfugge al mistero. Se le (con)divisioni non sono sempre divisioni (e anche le certezze matematiche talvolta vacillano) è segno che Dio segue le strade più strane. Sconquassa i nostri piani. A volte ci entra in casa “spaccandoci i vetri”: in modo imprevisto, imprevedibile.
Quando entra va accolto: è Lui, non è uno qualsiasi. Sa quel che fa.
Non avevo altro da dirle. Da darle, però, sì: la mia amicizia. Quella di sempre. Che, come tutte le amicizie vere, è un piccolo segno, inconfondibile, dell’Amore, infinito, di Dio.


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