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I metodi s-conci della Concia![]() mercoledì 9 maggio 2012 “La tenera fata della stupidità è discreta e s’adatta meravigliosamente al bene e al male, al sapere e all’ignoranza, all’uno e all’altra… La ragione è in grado di smascherare il male che si cela perfidamente dietro la bella menzogna. Ma di fronte ala stupidità la ragione è impotente. Non ha nulla da smascherare. La stupidità non porta maschere. E’ innocente. Sincera. Nuda. E’ indefinibile.” (Milan Kundera, Il sipario) Ma com’è conciata male la Concia!
Ebbene sì. Sono rimasta letteralmente basita, ieri sera. Senza parole. (E ce ne vuole perché la puntigliosa resti senza parole!). Stavo seguendo con interesse la trasmissione <em>Indaco, in onda alle 22.05 su San Marino Rtv. Diversi gli ospiti, che si sono confrontati su un tema scottante al quale, anche come sito, prestiamo molta attenzione: la famiglia e i suoi cambiamenti. Ognuno ha detto la sua, partendo dall’esperienza che ha, dal ruolo svolto nella vita (genitore, psicologo, sacerdote, preside, avvocato, politico…), argomentando le proprie riflessioni e dando ragione delle proprie convinzioni. Collegato telefonicamente, anche il parlamentare del Pdl Carlo Giovanardi, che ha riflettuto sulla famiglia tradizionale e sui problemi che sta attraversando; ha ricordato il diritto dei figli ad avere come riferimento un padre e una madre, e poi il ruolo importante svolto dalle diverse agenzie educative; ha toccato scottanti temi di bioetica, come la “compravendita dei fattori della produzione per assemblare i bambini”; ha poi detto di non essere d’accordo con l’idea che le coppie omosessuali aspirino ad essere definite “famiglie”. A circa un’ora dall’inizio della trasmissione, dopo una serie di interessanti contributi, il conduttore ha passato la parola all’onorevole Paola Concia, del Pd, affinché esprimesse le sue considerazioni sui temi sino a quel punto affrontati. Trascrivo il suo intervento telefonico, perché il metodo di CulturaCattolica.it è guardare la realtà tenendo conto di tutti i suoi fattori. E di raccontarla, quando merita. Siccome ciò che è accaduto “merita”, lo raccontiamo (e diamo la possibilità agli increduli di sentirne anche la versione audio: con la sua spiccata cadenza romanesca, il registro informal-volgarotto stile “eravamo quattro amici al bar” – e non in una trasmissione televisiva –, e gli strafalcioni suindicati. Che non si insinui che la puntigliosa esagera…).
Ognuno, della telefonata, pensi ciò che crede, ma se questo è “il nuovo che avanza”; se questi sono i modelli con cui non solo dobbiamo imparare a convivere, ma che in modo tamburellante il mondo politically correct ci indica come quelli “giusti” perché moderni, democratici (?), aperti (?), dialoganti (?), tolleranti (?), includenti (?), mi dispiace – lo scrivo a nome di tutta la redazione – no grazie. Siamo abituati a confrontarci con tutti, in atteggiamento di ascolto e di rispetto reciproco, dando ragione delle nostre convinzioni e della nostra posizione a chi, legittimamente, ha ragioni diverse dalle nostre. Dei metodi s-conci della Concia non sappiamo che farcene. (E scusate se non ho scritto “onorevole”. I titoli non sono pinzillacchere: sono cose serie. Bisogna meritarseli…).Follow @LuisellaSaroFollow @dongabriele Ascolta la registrazione
La telefonata della Concia
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