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Giorgio Bocca e i “mostri del Cottolengo”

Autore: Parravicini, Jacopo
Fonte: CulturaCattolica.it
giovedì 19 marzo 2009

Mostruosi gli ospiti del Cottolengo? Prima di affermarlo Bocca abbia il coraggio di guardarsi allo specchio, se può avere il coraggio di guardarsi negli occhi una persona che definisce “mostri” dei portatori di handicap!
È lo stesso culto della vita a ogni costo che lascia perplessi i visitatori della Piccola casa della divina Provvidenza, la pia istituzione del Cottolengo, dove tengono in vita esseri mostruosi e deformi. Gli eccessi della carità fanno il paio con quelli dell'ideologia. I cultori della vita a ogni costo in obbedienza a Dio non si accorgono di volersi sostituire a Dio, massima empietà.” (G. Bocca, L’Espresso, 6/3/2009)

Ciò che ha fatto Bocca è una delle cose più abiette che si possano fare: apostrofare un uomo per il proprio handicap! Rammento che da bambino, fin dall’asilo, mi hanno insegnato che apostrofare un compagno per un suo difetto fisico era una cosa veramente vigliacca, “perché non l’hai scelto tu di nascere in un modo piuttosto che in un altro”.

La domanda che pongo a Bocca è la seguente: si è mai guardato allo specchio? Ma che diritto ha lui di definire “mostri” degli esseri umani? E quale sarebbe l’alternativa, per il bellissimo Bocca – il giovane, alto, biondo, prestante & ariano Giorgio Bocca - al tenere in vita questi “esseri mostruosi” (del tutto diversi da lui, lui che è un perfetto prodotto della razza umana)? Se non si “tengono in vita”, occorrerà provvedere a eliminarli pietosamente, secondo princìpi di squisita umanità e in seguito ad approfondite valutazioni mediche. Perciò, certamente lo splendido Bocca, l’aitante e giovanile Bocca, è d’accordo che venga “affidata la responsabilità di espandere l'autorità dei medici, che devono essere designati per nome, perché ai pazienti considerati incurabili secondo il miglior giudizio umano disponibile del loro stato di salute possa essere concessa una morte pietosa”. Questa mi sembra certamente la miglior procedura per evitare questo scandalo di tenere in vita degli “esseri mostruosi”, che evidentemente non meritano di essere tenuti in vita.

Ricordo al modello Giorgio Bocca che egli, tuttavia, non ha affermato niente di nuovo: sta solo rispolverando vecchie opinioni che qualche decennio fa erano in voga nell’Europa centrale... la citazione che ho riportato viene da una lettera, datata 1939, di un certo signor Adolf Hitler al capo della Cancelleria del Reich Bouhler...

Mostruosi gli ospiti del Cottolengo? Prima di affermarlo Bocca abbia il coraggio di guardarsi allo specchio, se può avere il coraggio di guardarsi negli occhi una persona che definisce “mostri” dei portatori di handicap! Si guardi negli occhi, e magari pensi agli occhi di quell’amico di Marcello Candia, che era lebbroso, che aveva il corpo del tutto marcito in ogni punto, che Candia diceva avere gli occhi più belli che avesse mai visto!


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