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Catechismo dell'universo quotidiano

Noi non ci saremo - Francesco Guccini - Nomadi

Autore: Graziola, Don Matteo
Fonte: Centro Culturale Rebora
"Che darà l'uomo in cambio di se stesso?."


Il mondo andrà avanti, riprenderà a fiorire anche dopo una eventuale catastrofe nucleare, il progresso riprenderà... "ma noi non ci saremo". Il mito del progresso, che sembra resistere anche alla distruzione delle bombe atomiche, viene smontato da Guccini con questa semplice struggente osservazione: noi non ci saremo. Perché in effetti, come dice il Vangelo, "che vale all'uomo conquistare il mondo intero se poi perde se stesso? che darà l'uomo in cambio di se stesso?".
In questa canzone c'è dunque l'intuizione del valore infinito e insostituibile della persona, la percezione dell'esigenza di essere, di felicità, di pienezza che ogni persona porta con sè. E' la domanda semplice ed essenziale sul destino ultimo della persona: per che cosa siamo fatti? per esistere o per scomparire?
Non si può rispondere a questa domanda affermando che comunque anche se non c'è un destino buono per il singolo ci sarà il progresso e il futuro radioso per l'umanità: l'umanità non è astratta, passa attraverso la concretezza di ogni singolo uomo. Infatti...
Le domande fondamentali dell'uomo "segnano l'emergere nella natura proprio della dimensione personale dell'uomo, della originalità irriducibile della sua personalità. Quelle domande costituiscono la mia persona, si identificano con la mia ragione e coscienza, sono il contenuto della mia autocoscienza: la loro soluzione, l'avverarsi del loro significato deve toccare me, riguarda direttamente me. Una risposta non è data se non è data a me e per me.
Le domande sono il mio io: e nella soluzione progressista l'io non ha risposta, è alienato" (Il senso religioso, p. 104).

È quello che Dostoevskij fa dire chiarissimamente ad un personaggio de I fratelli Karamazov: "Io ho creduto (nel futuro radioso dell'umanità), e perciò voglio vedere anch'io, e se allora sarò già morto mi devono risuscitare, perché se tutto accadesse senza di me sarebbe avvilente. Non ho sofferto per concimare con le mie colpe e le mie sofferenze una armonia futura in favore di chissà chi! Voglio vederlo coi miei occhi il daino che gioca accanto al leone, e l'ucciso che si rialza e abbraccia l'uccisore. Voglio esserci anch'io, quando tutti sapranno finalmente perché le cose sono andate così" (Citato in Il senso religioso, p. 104).

Testo della canzone

Vedremo soltanto una sfera di fuoco
più grande del sole, più vasta del mondo
nemmeno un grido risuonerà...
E catene di monti coperte di neve
saranno confine a foreste di abeti
mai mano d' uomo le toccherà
e solo il silenzio come un sudario si stenderà
fra il cielo e la terra per mille secoli almeno
ma noi non ci saremo, noi non ci saremo...

E il vento d'estate che viene dal mare
intonerà un canto tra mille rovine
fra le macerie delle città
tra case e palazzi che lento il tempo sgretolerà
fra macchine e strade risorgerà il mondo nuovo
ma noi non ci saremo, noi non ci saremo...

E dai boschi e dal mare ritorna la vita
e ancora la terra sarà popolata
fra notti e giorni di sole farà le mille stagioni
e ancora il mondo percorrerà gli spazi di sempre
per mille secoli almeno,
ma noi non ci saremo, noi non ci saremo.



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