Gherardini, Brunero - Tu, il mio piccolo io

Ed. La Fontana di Siloe. € 26
Autore:
Zuntini, sr Karola
Fonte:
CulturaCattolica.it
Vai a "Scaffali"

Questo libro narra la storia di un’anima, partendo dalla narrazione storica di fatti ed avvenimenti che caratterizzano l’esistenza di Dina Belanger, o Sr Cecilia di Roma - la piccola Teresina di Lisieux del Canada. - della Congregazione di Gesù e di Maria.
La fonte principale a cui il Gherardini fa riferimento è l’autobiografia di Dina: si assiste ad una continua comunicazione fra l’elemento naturale ed il dato soprannaturale, dove tutta una vita, u a giovane esistenza è preparata dallo Spirito Santo, nei suoi minimi dettagli, per elaborare un capolavoro di santità.
Tutte le circostanze sono viste in un’ottica di fede.
Lei stessa scrive di come e con quale amore la Provvidenza l’abbia ininterrottamente guidata, fin dall’infanzia, o meglio, dal seno materno, prendendola per mano in tutte le tappe della vita, dello studio, della musica, in famiglia; tutto, ma proprio tutto, veniva svolto in compagnia dell’amato, il Signore Gesù, e della Sua Santissima Madre. Del resto, a casa, ha sempre riconosciuto nella madre e nel padre il segno concreto dell’amore divino, essendo l’unica figlia rimasta dopo la morte del fratellino in tenera età: insieme non solamente pregavano con lei, ma cantavano piccole canzoncine d’amore a Gesù ed alla Vergine. Inserita in maniera spontanea in questa dimensione religiosa, Dina non fa fatica a desiderare di essere di Cristo, offrendoGli tutte le sue attività, i suoi successi al pianoforte, ma soprattutto il suo corpo nella verginità all’età di 14 anni.
E Dio accoglie la sua stupenda generosità, le si fa sempre più presente, l’attrae in maniera irresistibile e Dina non resiste: malgrado il doloroso distacco dai genitori, venerati come i suoi angeli custodi, ella intravvede nella consacrazione religiosa il coronamento logico della sua offerta al Signore. Entra nel convento di Sillery, vicino a Quebec, a soli 24anni. da subito dimostra una estrema docilità di cuore per ciò che Gesù decide per lei, attraverso la superiora e la madre maestra, anche attraverso le sue amatissime consorelle. Dina diventa tutta una virtù: umiltà, carità, mortificazione, sacrificio per le anime dei preti e dei religiosi. Ragazza dal carattere forte e deciso, volonteroso, impegnato fino allo scrupolo per amore di Cristo, respira il paradiso sulla terra, in parte per l’atmosfera piena di gioia e di affettuosa carità in convento, ma soprattutto per un dono di speciale predilezione da parte dello Sposo: e qui ci addentriamo in punta di piedi nella mistica amorosa fra Dio e Dina, la quale assiste alla sostituzione del suo cuore con quello di Gesù. Da quel momento, Cristo le dirà: “tu, il mio piccolo Io”, infatti, Dina parlerà, agirà, sentirà, soffrirà e gioirà non più col suo cuore, ma con quello di Cristo; cominceranno tra i due le gare di amore e di croce, ed alla fine i due saranno pari.
‘‘Sarò santa” aveva desiderato sin da bambina, per dare una patrona a tutte le Dine del mondo, però mai avrebbe potuto immaginare una tal prodigio di grazia! Gesù e Maria diverranno la regola del suo amore, questo amore la regola della sua vita. Totalmente cristificata, Sr Cecilia diventerà uno strumento di edificazione per le sue consorelle e per la redenzione delle anime. Niente di sentimentale, di esaltazione ascetica, di fantasia stralunata in tutta questa vicenda: solo un’anima abbandonata radicalmente allo Sposo.