Il santuario dei Templari

La chiesa di San Michela arcangelo a Perugia
Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Denominata anche il tempietto anche per la suggestiva forma circolare (Immagine 1), sorge nell’omonimo Borgo Sant’Angelo, sull’altura a ridosso del Cassero e della strada che porta al convento francescano di Monteripido nella zona nord della città. La dedicazione all’arcangelo guerriero non è un caso, infatti veniva spesso utilizzata nelle chiese a ridosso delle cinte murarie per protezione della città. Un’altra possibile interpretazione dell’utilizzo del luogo viene da epoche molto più lontane. In questa località in epoca etrusca forse sorgeva un luogo di culto, sostituito poi in epoca romana da un mitreo, luogo di culto a Mitra Per altri studiosi la particolarità di questo edificio è da collocarsi nel gruppo dei luoghi edificati lungo la cosiddetta Linea di San Michele (layline). Tale linea è l’insieme dei punti lungo la superficie terrestre dove passa l’ultimo raggio di sole al tramonto del solstizio estivo. (Immagine 2)

La storia

La storia della chiesa non ha chiari riferimenti storico-documentari. La struttura, con asse est-ovest, molto caratteristica è sicuramente da mettersi in relazione con la tradizione delle chiese a pianta circolare – basti pensare che nella stessa Perugia vi è anche la chiesa di Sant’Ercolano e la scomparsa chiesa di San Giovanni Rotondo . Con molta probabilità risale al V secolo, ma quasi con certezza è stata edificata, come già riferito, su un preesistente edificio di culto di epoca romana, probabilmente un mitreo, a sua volta edificato su un tempio etrusco, in un luogo sacro alla città.
 L’intitolazione a San Michele Arcangelo definisce il luogo come sede di un culto bizantino; infatti il culto all’Arcangelo, di origine orientale, conobbe un grande sviluppo in occasione della presenza bizantina in Italia in un primo momento, per poi diffondersi anche in ambito longobardo, dalla metà del VII secolo. Nel 663 i Longobardi saccheggiarono il tempio di San Michele a Lorenzo Miorato, luogo di apparizione dell’Arcangelo tra 492 e il 494 d.C, e ve ne costruirono un altro, il Santuario di San Michele sul Gargano.
Intorno all’anno 900 la chiesa venne parecchio rimaneggiata, poi in epoca medievale passò agli agostiniani che tutt’oggi ne esercitano giurisdizione. L’ingresso attuale, con il portale trecentesco, era il passaggio interno ad una delle cappelle andate perdute. Nel 1487 l’edificio sacro venne deteriorato dalla famiglia Baglioni che lo trasformò in un arroccamento militare. A seguito di ciò il cardinale Tiberio Crispo vi fece fare restauri ed appose il suo stemma sopra il portale d’ingresso, che fu tolto dai francesi durante l’occupazione napoleonica.
Alla fine del Settecento, a seguito di scavi nella zona, vennero alla luce diverse urne cinerarie di epoca etrusca e pietre con incisioni tanto da ipotizzare un uso della zona, in antico, come necropoli.
Nel 1948 venne sottoposto ad ulteriori restauri rimettendo in luce gli antichi affreschi e riaprendo le dodici finestre del tamburo centrale, rifacendo anche le coperture ed i pavimenti. (Immagine 3)
Gli esterni
La chiesa di San Michele Arcangelo si presenta con una ampia zona circolare in mattoni rossi da cui emerge un piccolo tiburio-lanterna.
La facciata presenta un portale marmoreo del XIV secolo. Si può notare l’assenza del rosone, di altorilievi.(Immagine 4)

Gli interni

L’interno a pianta centrale si sviluppa in due aree concentriche, rispettivamente un ambulacro e la zona del presbiterio al cui centro è l’altare (FOTO5/6). A dividere l’ambulacro dall’area del presbiterio sono una serie di sedici colonne corinzie, sicuramente di riutilizzo, che fa ricordare la Basilica del Sepolcro come per la Basilica di Santo Stefano (Bologna), la Basilica di San Vitale (Ravenna), la Basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio, e molte altre Chiese circolari con Pianta centrale. (Immagine 7/8)
All’interno vi erano in origine quattro cappelle, di cui ne rimangono soltanto due che conferiscono all’edificio la forma a croce greca. Il soffitto è a travi (Immagine 9), ma è stato probabilmente rifatto in epoca moderna. Notevoli sono gli archi di sostegno in stile gotico. L’altare è costituito da un piano ricavato da una lapide abrasa di epoca romana, sorretta da un tronco di colonna. Il piccolo ciborio proviene dalla chiesa di San Giovanni Battista dei Cavalieri di Rodi portato qui dai francescani. Il pavimento è ornato e cosparso di numerose pietre tombali, che presentano gli stemmi di falegnami, fabbri, muratori, vasari e numerose corporazioni artigiane. (Immagine 10)
E’ presente un affresco del XIV secolo la Veronica e i Santi Lorenzo e Agata (Immagine 11), notiamo anche la statua di San Michele Arcangelo (Immagine 12), realizzata nel 1951 da Benedetto D’Amore. Proseguendo, una copia moderna dell’affresco, staccato, che ornava la parete degli inizi del XIV secolo, chiamato Madonna del Verde (colore della speranza), perché le puerpere, vestite con abiti di colore verde, affidavano loro stesse e i loro bambini appena nati a questa immagine.(Immagine 13)
L’entrata originaria era a sud-ovest, mentre attualmente è a sud. Le colonne presentano una curiosa simbologia con caratteri in greco antico su cui gli studiosi ancora non sanno dare un’interpretazione soddisfacente.

La simbologia

Anche se la sua costruzione risale a parecchi secoli prima dell’epoca templare, il Tempio di Sant’Angelo presenta affinità ed indizi che richiamano i Cavalieri Templari ed il loro ricco e complesso simbolismo. D’altronde, Perugia è stato loro territorio, stante la presenza di una loro importante chiesa, quella di San Bevignate, tutt’ora esistente. Edificato, come tanti altri luoghi di culto, su un’area da sempre considerata sacra, Sant’Angelo presenta una significativa forma circolare che diventerà in seguito tipica delle costruzioni templari, una forma che richiama la pianta dell’antica Gerusalemme e che simboleggia il Cielo. In più punti compaiono delle croci patenti: un paio sono sugli stipiti della porta d’ingresso, mentre un’altra la ritroviamo dipinta sul collo della Madonna in un affresco interno. Volendo, la cintura stessa del suo abito forma una vistosa Tau.
Curiosamente, sui capitelli di alcune delle 16 colonne corinzie che si trovano all’interno, sono incise alcune sigle in caratteri greci di difficile interpretazione.
Inoltre una curiosa pietra appare incastonata di traverso sul pavimento a pochi metri dall’ingresso principale. Su questa pietra è inciso un pentacolo (Immagine 14), ossia una stella a cinque punte circondata da un cerchio, insieme ad alcuni caratteri ebraici. Qual è la sua funzione in questa chiesa cristiana? Perché è stata incastonata proprio in questo punto?
Sappiamo che era un simbolo sacro nei culti legati alla dea pagana Venere, incarnazione della forza, della bellezza. Il legame della figura con la dea Venere/Afrodite si deve al fatto che Venere, pianeta a essa associato in epoca classica, visto dalla Terra compie (in un periodo di otto anni) un percorso simile ad un pentagono nel cielo.
La Via Garibaldi, la strada che conduce al Tempio di Sant’Angelo, presenta anch’essa delle caratteristiche simboliche da non sottovalutare. Alcune antiche abitazioni lungo la strada presentano sugli architravi dei simboli esoterici o alchemici.
Altri edifici, invece, presentano sulla facciata una chiara simbologia massonica, come questo bassorilievo che rappresenta una squadra ed un compasso sovrapposti. Poiché un braccio del compasso si trova sopra la squadra, mentre l’altro si trova al di sotto, ci troviamo di fronte ad un’indicazione del grado di Compagno, cioè il grado intermedio di iniziazione (i tre gradi dell’iniziazione massonica sono, nell’ordine: Apprendista, Compagno e Maestro).
Molti dei vicoli che si dipartono da Via Garibaldi presentano nomi che hanno a che fare con la Sapienza Iniziatica: Via della Spada, Via della Pietra, Via dell’Oro, Via della Spina… Tutto ciò suggerisce che la strada verso il Tempio possa essere un simbolico Cammino Iniziatico di cui la chiesa in cima costituisce la meta finale, lo Scrigno di Sapienza finalmente conquistato. (Immagine 15)