Adele che cercava un senso alla vita ed ha trovato la morte

Ragazzi che vivono come bendati in mezzo a un’autostrada sperando che il fato li protegga.
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Siamo fatti per qualcosa di grande, il nostro cuore lo sa, ma non sa dove cercare. Si guardano intorno questi ragazzi che la gente si affretta a definire “normali”, perché vivono di selfie, di serate sul muretto, di scuola e famiglia, delle solite scaramucce familiari che altro non sono che un voler prendere le misure del mondo, per vedere di che statura sono gli adulti che hanno accanto.
Ragazzi normali, che non sanno affrontare la vita, le sue insoddisfazioni, le delusioni, i dolori. Ragazzi per i quali il bene e il male si confondono, cercano il brivido, qualcosa che li faccia sentire vivi. Uno sballo che se per un volta non ha fatto male, piace credere che sarà così anche per la volta dopo. Ragazzi che vivono come bendati in mezzo a un’autostrada sperando che il fato li protegga.
Poi, una sera come tante, in compagnia di amici, di un fidanzato, di una droga a poco prezzo che si rivela l’ultima mortale emozione.
A Genova muore Adele, sedicenne, chi le ha venduto la dose mortale è un minorenne, non uno spacciatore incallito e senza scrupoli, ma un coetaneo che dicono le cronache, in casa aveva l’occorrente per preparare e vendere morte.
Adele è morta per un arresto cardiaco provocato dall’assunzione di metanfetamina.
Era in compagnia di un paio di amici e del fidanzato di 21 anni.
Io temo che non serva l’informazione, i ragazzi lo sanno che la droga uccide, forse servirebbe la punizione, di certo serve (e manca) l’educazione, sapere che ci sono delle responsabilità, che amare vuol dire avere cura dell’amato, che amicizia è una parola “sacra” che un amico va difeso, che più di 1000 amici su facebook non servono a nulla, se non ne hai uno vicino capace di dirti:- questa è una cazzata, lascia perdere, tu vali, sei preziosa, meriti di più e non è una pasticca che può rivelarti la risposta al tuo desiderio.
A chi guardano i nostri ragazzi? Chi sono i loro maestri? Chi li accoglie e sa testimoniare loro
per cosa vale la pena vivere? Perché solo chi sa bene per cosa vale la pena vivere, sa anche per cosa vale la pena dare la vita.