Tra lo spirito di #Pannella e quello di Don #Abbondio

In margine all’osceno spettacolo della #Bonino in chiesa

In evidenza il resoconto dell’osceno spettacolo della Bonino in chiesa (QUI e <STRONG>QUI). Commento finale di Giovanni Ceroni, presidente del Mpv di Biella: “In questi casi l’ultima arma è la preghiera di riparazione e adorazione a Dio... Nelle nostre preghiere ricordiamo la Bonino e tanti presenti accecati dalle ideologie, ma in particolare quel prete che impiega tante energie e dà tanto scandalo ai fedeli: che possa convertirsi a Gesù seguendo la Vera Santa Chiesa”.
Verissimo, ma i primi da convincere sono proprio i vescovi al confronto dei quali «colui che fece per viltade il gran rifiuto» (Canto III dell’Inferno di Dante dove sono le anime degli ignavi, coloro «che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo», non facendo propriamente il male ma nemmeno operando il bene, così che tanto la misericordia divina li sottrae all’Inferno quanto la giustizia li esclude dal Paradiso) è uno strenuo combattente!
L’ignavo della situazione è il vescovo di Biella, che poteva chiedere pubblicamente alla Caritas di non partecipare e potrebbe in molti modi vietare questo tipo di eventi in chiesa. Ovviamente non ha fatto nulla di tutto ciò. Si è limitato ad un pallidissimo intervento nel quale ha detto che l’iniziativa non era opportuna. Ha inoltre snobbato il sit in cattolico organizzato davanti alla curia, d’altronde se soffia lo spirito di Pannella, ancora più forte soffia quello di Don Abbondio. 
Altro ignavo: il vescovo di Rimini, che evidentemente non ha ben chiaro il concetto di riparazione di un peccato pubblico, che DEVE essere pubblico: “Sbagliato far passare il messaggio che ogni tendenza sessuale è uguale all’altra e che ogni desiderio è fonte di diritti, dice Lambiasi. Ma la “processione” alimenta uno stile di contrapposizione” (QUI). http://www.riminiduepuntozero.it/summer-pride-forti-riserve-della-diocesi-che-prende-le-distanze-dalla-processione-di-riparazione/
Grazie a Dio, di ben altra pasta è mons. Luigi Negri, Arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio, che ha fatto pervenire agli organizzatori della processione di riparazione pubblica per il gay pride di Rimini il seguente messaggio: «Vi sono accanto con affetto e gratitudine. La vostra testimonianza della verità diviene servizio al bene comune del popolo» (QUI). Ma non è tutto: in calce al messaggio Mons. Luigi ha anche concesso la sua benedizione al comitato e a tutti i partecipanti.
In calce il testo dell’atto di riparazione, fonte di contrapposizione, sul quale si sono scatenate tante polemiche. Leggetelo per bene…
San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia
Andrea Mondinelli

ATTO DI RIPARAZIONE AL SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ
Gesù dolcissimo, il cui immenso amore per gli uomini viene con tanta ingratitudine ripagato di oblìo, di trascuratezza, di disprezzo, ecco che noi prostrati dinanzi ai tuoi altari intendiamo riparare con particolari attestazioni di onore una così indegna freddezza e le ingiurie con le quali da ogni parte viene ferito dagli uomini l’amantissimo tuo Cuore.

Ricordando però che noi pure altre volte ci macchiammo di tanta indegnità e provandone vivissimo dolore, imploriamo anzitutto per noi la tua misericordia, pronti a riparare con volontaria espiazione, non solo i peccati commessi da noi, ma anche quelli di coloro che errando lontano dalla via della salute, o ricusano di seguire Te come pastore e guida ostinandosi nella loro infedeltà, o calpestando le promesse del Battesimo hanno scosso il soavissimo giogo della tua legge.

E mentre intendiamo espiare tutto il cumulo di sì deplorevoli delitti, ci proponiamo di ripararli ciascuno in particolare: l’immodestia e le brutture della vita e dell’abbigliamento, le tante insidie tese dalla corruttela alle anime innocenti, la profanazione dei giorni festivi, le ingiurie esecrande scagliate contro Te e i tuoi Santi, gli insulti lanciati contro il tuo Vicario e l’ordine sacerdotale, le negligenze e gli orribili sacrilegi ond’è profanato lo stesso Sacramento dell’amore divino, e infine le colpe pubbliche delle nazioni che osteggiano i diritti e il magistero della Chiesa da Te fondata.

Oh! potessimo noi lavare col nostro sangue questi affronti! Intanto, come riparazione dell’onore divino conculcato, noi Ti presentiamo — accompagnandola con le espiazioni della Vergine Tua Madre, di tutti i Santi e delle anime pie — quella soddisfazione che Tu stesso un giorno offristi sulla croce al Padre e che ogni giorno rinnovi sugli altari: promettendo con tutto il cuore di voler riparare, per quanto sarà in noi e con l’aiuto della tua grazia, i peccati commessi da noi e dagli altri e l’indifferenza verso sì grande amore con la fermezza della fede, l’innocenza della vita, l’osservanza perfetta della legge evangelica specialmente della carità, e d’impedire inoltre con tutte le nostre forze le ingiurie contro di Te, e di attrarre quanti più potremo al tuo sèguito. Accogli, Te ne preghiamo, o benignissimo Gesù, per intercessione della Beata Vergine Maria Riparatrice, questo volontario ossequio di riparazione, e conservaci fedelissimi nella tua ubbidienza e nel tuo servizio fino alla morte col gran dono della perseveranza, mercé il quale possiamo tutti un giorno pervenire a quella patria, dove Tu col Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Così sia.
http://w2.vatican.va/content/pius-xi/it/encyclicals/documents/hf_p-xi_enc_19280508_miserentissimus-redemptor.html

LA CHIESA FA DA STAMPELLA AI GAY E DIMENTICA IL SUO COMPITO MORALE