#Biggar e #Paglia gli abortisti prolife!

«Pertanto, analizzando caso per caso, vi possono essere situazioni in cui l’aborto sia lecito, il che è probabilmente qualcosa di inaudito dal punto di vista cattolico”». [Il professore e rabbino Avraham Steinberg, neo membro ordinario del Consiglio Pontificio per la Vita ]

Ho esaurito gli aggettivi per descrivere Paglia, che ogni volta che parla fa danni inenarrabili. Oggi, su Avvenire, vi è l’intervista di Moia (QUI), gran turiferario di regime. Attenzione alla domanda e soprattutto alla risposta di Paglia:

Nei giorni scorsi ha fatto molto discutere il fatto che sia stato scelto, tra i nuovi membri della Pontificia Accademia per la vita (PAV), il filosofo anglicano Nigel Biggar perché si sarebbe pronunciato a favore dell’aborto. Cosa c’è di vero in queste accuse?
Quasi nulla. Si è trattato di una grande bolla mediatica. Biggar non solo è contrario all’aborto, ma mi ha confermato che combatterà contro questo tipo di cultura negativa in linea con la dottrina cattolica sul fine vita. Del resto basta leggere con attenzione quello che affermava già nel 2011, nel dialogo con Peter Singer finito sotto accusa. Sia prima, sia dopo la frase in cui sembra aprire all’aborto, in realtà si esprime «per tracciare una linea in maniera molto più conservativa» (sono proprio le sue parole) a difesa della vita. Certo, è stato facile leggere in modo malevolo un ragionamento complesso come quello da lui proposto.


Ecco qual è la linea più conservativa (rispetto a Singer, che considera lecito l’infanticidio) di Biggar:

Quindi, sarei disposto a disegnare la linea per l’aborto a 18 settimane dopo la concezione, che è approssimativamente quando inizialmente c’è qualche evidenza di attività cerebrale e quindi di coscienza. Per quanto riguarda il mantenimento di un forte impegno sociale per preservare la vita umana in forme ostacolate e per non diventare troppo casuali ad uccidere la vita umana, dobbiamo attirare la linea in modo molto più conservativo.

[Niggel BIGGAR
:  […] So I would be inclined to draw the line for abortion at 18 weeks after conception, which is roughly about the earliest time when there is some evidence of brain activity, and therefore of consciousness. In terms of maintaining a strong social commitment to preserving human life in hindered forms, and in terms of not becoming too casual about killing human life, we need to draw the line much more conservatively].

Accipicchia! Che difensore della vita umana! Che ossimori viventi: Biggar e Paglia gli abortisti prolife!
Altra domanda spinosa e qui Paglia tira in ballo direttamente papa Francesco:

Anche su altre nomine si sono però sollevati distinguo e perplessità...
Il Papa ha voluto che tra gli accademici ci fossero anche persone di altre tradizioni cristiane e di altre religioni perché spera in una grande intesa trasversale per riaffermare il valore della vita e della dignità di ogni persona. E questo è un obiettivo assolutamente accettato e sostenuto da tutti i membri nominati. Di fronte alle grandi frontiere dell’umano non c’è bisogno di alzare steccati, ma di cercare ovunque alleati convinti che siano anche scienziati preparati.

Vediamoli questi strenui difensori della vita umana, senza se e senza ma, appartenenti alle altre religioni, ma membri della PAV:

“L’aborto non è ammesso dalla legge ebraica, ma se la salute fisica o psicologica della madre viene posta a un tale grado di rischio da poter essere seriamente compromessa, esso può essere lecito nonostante il fatto che - per il bene del feto - non lo permetteremmo. Pertanto, analizzando caso per caso, vi possono essere situazioni in cui l’aborto sia lecito, il che è probabilmente qualcosa di inaudito dal punto di vista cattolico”. [Il professore e rabbino Avraham Steinberg, neo membro ordinario del Consiglio Pontificio per la Vita ] (QUI)


Accipicchia! Questo sì che significa non alzare steccati! Già, significa non alzare steccati alla cultura della morte!
Siamo stanchi di essere presi in giro da questa banda di parolai…

Vieni presto, Signore Gesù.

Andrea Mondinelli