Se anche #Avvenire dimentica Fatima...

“Nell’esperienza di un grande amore tutto diventa un avvenimento nel suo ambito.”
Autore:
Zuntini, Valeria
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Parto da questa stupenda frase di Romano Guardini per esprimere il mio stupore, per non dire tristezza, nel riscontrare come Avvenire, nell’inserto Agora sezione Storia del 4 gennaio 2017, in un articolo a firma di Roberto Festorazzi relativo al lontano 1917, abbia omesso di parlare delle apparizioni della Madonna di Fatima.
L’articolo, infatti, cita gli avvenimenti più significativi di cento anni fa, come, ad esempio, la disfatta di Caporetto, l’entrata degli Stati Uniti nel primo conflitto mondiale, la Rivoluzione d’Ottobre ecc., ma delle apparizioni a Cova de Iria nemmeno una traccia.
Che si tratti di una dimenticanza?! Ma come è possibile? Già Benedetto XVI, proprio il 13 maggio 2010 a Fatima, aveva detto che “si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa”.
Spero solo che non si tratti di una cosiddetta fede “adulta” che, in realtà, ha molto dell’adolescenziale.
Con il desiderio di capire, senza portare nessun rancore, mi domando quali possano essere le “ragioni” di tale dimenticanza.
Forse che le apparizioni mariane in Portogallo non sono considerate un fatto storico? Ma sappiamo ormai tutti che furono più di una, da quel 13 maggio 1917 fino all’ultima del 13 ottobre, a cui assistettero ben 70.000 persone!
Mi rendo conto che Fatima sia difficile da comprendere nel clima di “post-verità” e di strutture di peccato in cui siamo immersi. La Madonna, infatti, aveva esortato i tre pastorelli Lucia, Giacinta e Francisco a diffondere con urgenza la necessità di conversione, di penitenza e di consacrazione al Suo Cuore Immacolato, pena dolorosissime tragedie che avrebbero flagellato l’umanità. E’ impressionante notare come, se si escludono gli attacchi alla famiglia, il male che infestava l’Occidente di allora è simile a quello attuale: gravi offese a Dio, disprezzo per la Chiesa ed i suoi ministri, laicismo e razionalismo. A maggior ragione le parole di Benedetto decimo sesto appaiono profetiche.
Dal momento che il mondo e la Chiesa stessa non ascoltarono ciò che la Madonna chiedeva, il XX secolo vide lo scatenarsi della potenza satanica del male. Non solo. Ma la Madonna predisse che la Russia avrebbe diffuso i suoi errori nel mondo (ateismo, persecuzione religiosa, odio alla Chiesa, lotta di classe) a causa del mancato ravvedimento degli uomini. Gli errori della Russia si diffusero poi in Messico negli anni Venti e nella Spagna degli anni Trenta. In entrambi Paesi di lingua spagnola, salirono al potere forze politiche che avevano nel loro programma la cancellazione della civiltà cristiana tramite distruzione ed incendi di luoghi sacri e Chiese, persecuzioni dei religiosi e delle religiose, divieto dei simboli religiosi nei luoghi pubblici e dalle scuole, e privatizzazione della fede (trovo un’analogia sconcertante con la nostra società!).
Se, come ebbe a dire l’intellighenzia atea e positivista, il XX secolo sarebbe stato il secolo di benessere e di fraternità tra i popoli finalmente realizzati, lascio a voi se dare retta alla Madonna o a questi intellettuali boriosi e superbi, che avevano fatto di tutto per cancellare Dio dalla cultura e, successivamente, dalla storia, fino a giungere alla nostra epoca nella quale, se Dio c’è, non c’entra. Questo scetticismo nei riguardi di Dio è un virus che rischia di contagiare, se non lo ha già fatto, le menti ed i cuori dei credenti, religiosi o laici che siano. Si può essere credenti e praticanti, ma non vedere, non cogliere o addirittura non volere l’agire di Dio nella storia.
Prima di concludere, vorrei chiarire due cose. In primis il senso dei “castighi” che avvennero a causa della mancata conversione e consacrazione al Cuore Immacolato di Maria.
Sarebbe forse più adeguato parlare di giudizio di Dio. A tale proposito, ci vengono in aiuto le riflessioni di Don Giussani, per il quale il giudizio, più che con la morale, ha a che fare con l’ontologia. Giudicare significa guardare le cose nella loro interezza, senza trascurare nulla. Un ritorno alle cose stesse, usando un linguaggio fenomenologico, cioè un fare verità, poiché la verità è una corrispondenza tra la ragione e le cose, tra la ragione e la realtà, non ciò che penso io o ciò che pensi tu.
In quest’ottica, allora, le tragedie che colpirono il XX secolo non furono tanto i castighi di Dio, quanto il vero volto del Male, il cui inganno si nascondeva sotto le voci di progresso, evoluzione, e futuro che dall’Umanesimo, per poi passare attraverso il Deismo, la cultura dei Lumi, il Positivismo, il Materialismo ed il Relativismo di oggi, avevano escluso ed escludono Cristo dalla realtà e dalla storia.
Da ultimo sottolineo che è in atto da parte di una certa teologia sedicente cattolica il tentativo di marginalizzare sempre più Maria dal discorso su Dio. Ora, tutto questo è sbagliato storicamente e teologicamente: la storia della Chiesa, vedasi, ad esempio, Lo sviluppo della Dottrina Cristiana del Cardinale Newman, mostra come i Padri della Chiesa ricorsero proprio alla Madre di Gesù per sconfiggere le eresie cristologiche che minavano la concretezza della figura del Salvatore.
Non resta che invocare l’illuminazione dello Spirito Santo affinché ci dia il dono della recta ratio: veni Sancte Spiritus, veni per Mariam