2017 03 15 Santa Sede – In atto inaudita violenza contro i cristiani nel mondo CONGO – la violenza e la denuncia dei Vescovi TERRA SANTA – Incendio doloso danneggia la Cappella dell’Ascensione BANGLADESH – Aggredito e ferito un cristiano a guardia di una

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Santa Sede – In atto inaudita violenza contro i cristiani nel mondo
A rischio la dimensione pubblica della libertà religiosa
Il progetto di eliminare tutte le differenze e le tradizioni in una ricerca superficiale di unità

L’effettivo riconoscimento della libertà religiosa quale primo e più importante fra i diritti umani fondamentali è la chiave per affrontare la crisi in cui è precipitato oggi il mondo, segnato da nuove persecuzioni religiose che vedono i cristiani tra le prime vittime. Così mons. Ivan Jurkovič, Osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra, intervenuto il 7 marzo all’apertura di un incontro di alto livello sul tema “Rispetto reciproco e coesistenza pacifica condizione della pace interreligiosa e della stabilità: sostenere cristiani e altre comunità”

Difendere la dimensione pubblica della libertà religiosa
“Nonostante i numerosi sforzi per promuovere e rafforzare la libertà religiosa – ha detto l’arcivescovo – stiamo di fatto assistendo a un continuo peggioramento, se non a un vero e proprio attacco contro questo diritto inalienabile in diverse parti del mondo”. Una libertà – ha puntualizzato – che ha una rilevanza pubblica, perché la scelta di una fede incide “ad ogni livello della vita sociale e politica”, tanto più oggi che “la religione ha assunto una rinnovata importanza a causa dei complessi rapporti tra le scelte personali di fede di ciascuno e la loro espressione pubblica”.

Reagire alle violenze contro i cristiani e le altre comunità religiose
Proprio per queste implicazioni – ha rimarcato l’Osservatore permanente – tale scelta “deve essere libera da vincoli e costrizioni” e va tutelata dalle autorità pubbliche. In questo senso, la grande attenzione puntata oggi contro responsabili delle violazioni dei diritti umani fanno ben sperare che la comunità internazionale reagirà all’inaudita violenza contro i cristiani e le altre comunità religiose e che essa non sia caduta in quella “globalizzazione dell’indifferenza” tante volte denunciata da Papa Francesco.

Cristiani oggi perseguitati più che nei primi secoli del cristianesimo
Dopo essersi soffermato in particolare sulle persecuzioni dei cristiani in Medio Oriente, peggiori – ha detto – di quelle subite nei primi secoli del cristianesimo, mons. Jurkovič ha insistito sulla dimensione pubblica della libertà religiosa che non può essere ridotta a mero fatto individuale o al solo culto, perché per la sua stessa natura trascende “la sfera privata degli individui e delle famiglie”. Le varie tradizioni religiose, infatti, “servono la società innanzitutto con il messaggio che proclamano”, con il loro invito alla conversione, alla riconciliazione, al sacrificio per il bene comune, alla compassione per i bisognosi.

Le religioni un alleato prezioso nella difesa della dignità umana
In un mondo “dove convinzioni deboli abbassano anche il livello etico” e sempre più soggetto alla “globalizzazione del paradigma tecnocratico”, che cerca di “eliminare tutte le differenze e le tradizioni in una ricerca superficiale di unità”, ha detto in conclusione il rappresentante della Santa Sede, le religioni “hanno il diritto e il dovere di dire apertamente che è possibile costruire una società in cui un sano pluralismo che rispetta le differenze e le valorizza come tali è un alleato prezioso nell’impegno a difendere la dignità umana e una via per la pace nel nostro mondo”
(A cura di Lisa Zengarini) RV 08 03 2017

CONGO – la violenza e la denuncia dei Vescovi

CONGO RD – L’ONU evacua 25 seminaristi del Seminario di Kananga assalito a febbraio
Venticinque seminaristi sono stati evacuati in elicottero dai Caschi Blu della Missione ONU nella Repubblica Democratica del Congo. I seminaristi evacuati a Mbuji-Mayi facevano parte del gruppo che si era disperso nella foresta a seguito dell’assalto, il 18 febbraio, al Seminario maggiore di Malole di Kananga, nel Kasai Centrale, da parte dei miliziani del defunto capo tradizionale Kamuina Nsapu (vedi Fides 20/2/2017).
A seguito dell’appello lanciato da Sua Ecc. Mons. Emmanuel Bernard Kasanda Mulenga, Vescovo di Mbuji-Mayi, i venticinque seminaristi originari di questa città sono potuti tornare nelle loro famiglie, dopo che erano rimasti bloccati a Kananga perché la strada che la collega a Mbuji-Mayi è bloccata per la presenza dei miliziani di Kamuina Nsapu. (L.M.) (Agenzia Fides 14/3/2017

CONGO RD – “Maggioranza e parte dell’opposizione non vogliono le elezioni” denunciano i Vescovi
“Sono manovre da parte della maggioranza presidenziale e di alcuni membri dell’opposizione che non vogliono andare alle elezioni, perché non vi trovano il loro tornaconto”: cosi Mons. Fridolin Ambongo, Arcivescovo di Mbandaka-Bikoro e Vice Presidente della CENCO, accusa esplicitamente di boicottare le elezioni la maggioranza e la fronda che ha votato come presidente del Consiglio dei saggi dell’opposizione, un candidato diverso da quello scelto dagli altri componenti della coalizione dell’opposizione (vedi Fides 7/1/2017).
I Vescovi della Repubblica Democratica del Congo rompono così il silenzio che si erano imposti da quando, il 28 gennaio, erano state sospese le trattativa per l’applicazione degli accordi di San Silvestro volti a formare un governo di unità nazionale che portasse il Paese alle elezioni presidenziali entro il 2017.
La morte del capo dell’opposizione, Etienne Tshisekedi, ha ulteriormente rinviato la ripresa del negoziato, che è mediato dalla locale Conferenza Episcopale (CENCO), la quale aveva già offerto i suoi buoni uffici per arrivare all’Accordo di San Silvestro.La spaccatura nel campo dell’opposizione vede contrapposti una maggioranza che ha votato per la nomina del figlio di Etienne Tshisekedi, Félix Tshisekedi, come suo presidente, e Pierre Lumbi, presidente del Consiglio dei saggi. Ma una frangia della coalizione non ha condiviso quest’ultima nomina ed ha scelto come presidente del Consiglio dei saggi, Joseph Olenghankoy.
I Vescovi temono che questa sia un’ulteriore manovra dilatoria per rinviare sine die le elezioni presidenziali che, in base alla Costituzione, si dovevano tenere entro il dicembre dello scorso anno. Mons. Ambongo ha così espresso forti riserve sull’insipienza della classe politica congolese che rischia di portare il Paese allo sfascio.
Di fronte allo stallo negoziale, l’Unione Europea ha minacciato l’imposizione di nuove sanzioni nei confronti di politici e responsabili delle forze dell’ordine congolesi in aggiunta a quelle che sono già state comminate ai responsabili delle violenze del settembre 2016 a Kinshasa, che avevano provocato almeno una quarantina di morti. (L.M.) (Agenzia Fides 8/3/2017)

TERRA SANTA – Incendio doloso danneggia la Cappella dell’Ascensione, sul Monte degli Ulivi
Mercoledì 8 marzo un incendio di origine dolosa ha danneggiato la Cappella dell’Ascensione, in cima al Monte degli Ulivi. Secondo quanto riferito dai media della Custodia di Terrasanta, uno pneumatico è stato dato alle fiamme presso la roccia – custodita all’interno della cappella – da dove, secondo una tradizione risalente ai primi secoli cristiani, Gesù è asceso al cielo. E’ stato danneggiato dal fuoco anche un armadio contenente cartoline e oggetti religiosi messi in vendita da una famiglia musulmana che custodisce il luogo sacro. Secondo la polizia, proprio una disputa tra due famiglie coinvolte nella custodia del luogo sacro. Una persona è stata arrestata per essere interrogata.
La cappella dell’Ascensione è uno dei quattro Luoghi Santi condivisi, gestiti secondo le regole dello Status Quo, l’insieme di disposizioni di origine ottomana che ne regolano i diritti di proprietà e di accesso. Dei quattro Luoghi Santi condivisi (gli altri tre sono la Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, quella della Natività a Betlemme e la Tomba della Vergine, nella valle del Cedron) la cappella dell’Ascensione è l’unica sotto la giurisdizione della Waqf, l’autorità musulmana dei luoghi santi.
La cappella attuale risale al periodo crociato ed è stata costruita al posto di un precedente distrutta nel 614 dai Persiani. Il luogo sacro è frequentato anche dai musulmani (che ammettono l’Ascensione al cielo di Gesù, pur negando la sua morte in croce e la sua resurrezione). (GV)
(Agenzia Fides, 9/3/2017).

BANGLADESH – Aggredito e ferito un cristiano a guardia di una chiesa: più tutela per le minoranze
Il cristiano Gilbert D’Costa, 65 anni, è stato aggredito e ferito con diverse coltellate nella notte del 10 marzo, mentre svolgeva il suo lavoro di guardia notturna della chiesa cattolica di S. Rita, nella missione di Mathurapur, nel distretto di Pabna, città del Bangladesh centro-occidentale. Lo apprende l’Agenzia Fides da fonti locali. L’uomo è stato attaccato per motivi ancora ignoti da un gruppo di criminali che sono stati arrestati, dopo che il parroco della chiesa ha prontamente avvisato le forze dell’ordine. La polizia sta interrogando i colpevoli e non ha ancora reso noto se gli aggressori appartengono a un gruppo terrorista. D’Costa è stato portato d’urgenza in ospedale.
Negli ultimi anni, molti cristiani nei villaggi rurali del Bangladesh sono stati bersaglio di simili attacchi. Lo scorso anno in diversi episodi hanno preso di mira i cristiani: come ricordano fonti di Fides, nello scorso giugno il cristiano Sunil Gomes è stato attaccato e ucciso con coltellate al collo. Un’altra donna, anch’ella aggredita con arma da taglio, è sopravvissuta. Due fratelli e una sorella con la loro anziana madre sono stati aggrediti e gravemente feriti. “Ma nessuno degli autori di questi episodi di violenza è stato rintracciato e nessun provvedimento è stato adottato per proteggere le minoranze cristiane in Bangladesh. Chiediamo al governo del Bangladesh di garantire protezione adeguata per i cristiani e gli altri membri delle minoranze religiose”, nota a Fides Rosaline Costa, cattolica e attivista per i diritti umani.
Secondo i dati diffusi dalle Ong e inviati a Fides, nel 2016 si sono verificati 1.471 casi di violenza contro le minoranze religiose, tra cui 71 omicidi, 29 morti misteriose e 875 ferimenti. (PA) (Agenzia Fides 11/3/2017)